Su questo argomento spesso ci si divide. I sostenitori dell'uno o dell'altro modo di porsi hanno teorie profondamente diverse ed io voglio esprimere il mio punto di vista lasciando a tutti voi, sub o dom la possibilità di dire la vostra.
IO ODIO IL TU, LO DETESTO PROFONDAMENTE
Dal mio punto di vista è una totale mancanza di rispetto, non siamo tra pari, e se è vero che si tratta solo di un modo di porsi dato che fra dom e sub esiste un'intimità tale da superare questa forma di linguaggio è anche vero che non tollero quando uno schiavo mi tratta come la sua vicina.
Il LEI denota rispetto, devozione, sottomissione.......certo non ne ho bisogno per dominare ma mi piace, mi eccita e per questa semplice ragione i miei schiavi lo DEVONO usare.
Cosa ne pensate ?
Beh mi sembra il minimo.
RispondiEliminaSe io ho deciso di servire una padrona, darle del Lei non solo è il minimo che si dovrebbe fare, ma è piu che necessario. Visto che comunque anche dare del lei crea uno stato di subalternità, mentre usando il TU si interagisce tra pari.
Poi nel mio caso anche dare del lei a una padrona ha la sua componente eccitante, visto che gia usarlo mi fa sentire sottomesso.
Potrei sembrare ruffiano, ma mi sembra inconcepibile poter solo pensare di non dare del LEI ad una Padrona. Io mi sentrei a disagio nel non farlo.
RispondiEliminaCredo che l'utilizzo del Lei, rivolgendosi alla Padrona, sia necessario. Lo ritengo un modo di ricordare lo stato di sottomissione e di inferiorità dello schiavo e di superiorità della Signora e Padrona, alla quale, essendo unica, non ci si può rivolgere come a tutte le altre persone.
RispondiEliminaCosa ne penso? Io penso che l'espressione da usare sia quella che Lei preferisce e basta.
RispondiEliminaSignora Domina, che Lei esiga l'uso della terza persona da un sottomesso, (che tra l'altro è anche di cortesia e formalità), "ca va sans dire", capisco perfettamente e sono completamente d'accordo. ho avuto la fortuna di "avere", no, di essere di una Padrona per 4 mesi nella vita reale di quasi ogni giorno, e benchè prima fossimo amanti, da quando Lei fu Padrona mi sono sempre rivolto a Lei con umiltà e usando il "Lei", pensandolo con la Maiuscola, o in altra forma che La facesse divertire, o Le piacesse, per quanto anche esagerata fosse, era solo il Suo Piacere a contare, anche nella comunicazione.
RispondiEliminaMa anche il tono della mia voce, rivolgendomi a Lei, doveva essere servile, esprimere umiltà, e come Lei diceva "Esigo di sentire nella tua voce la più abbietta sottomissione!" sottoavoi La saluta, Domina Padrona, sperando.. si spera sempre, anche l'improbabile, (sottoavoi@yahoo.it)
Buon Natale Miss.
RispondiEliminaAssolutamente il LEI. Così capisce anche se uno schiavo è ignorante se non sa usare i congiuntivi!!! :))))
RispondiEliminaVado controccorrente. A me sembra una emerita bischerata l'obbligo del "lei" (parlo da master), in quanto la dominazione non è nella forma ma nella sostanza. Con tutte le schiave che ho avuto il rapporto (e non potrebbe essere altrimenti) nasce tra persone, ed è quindi normale il passaggio da un formale "darsi del lei" ad un informale "darsi del tu" mano a mano che la conoscenza progredisce. Un obbligo del "lei" sarebbe solo artificioso e teatrale ma niente andrebbe a toccare del rapporto bdsm. Che c'è bisogno della formalità per l'obbedienza?
RispondiEliminaPenso che nel gioco si rispettino i ruoli , al di la' del gioco il rapporto e' quantomeno paritario .
RispondiElimina